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Il mito dell'Arlberg

Dove è nato lo sci

Uno dei più grandi comprensori sciistici del mondo, un innevamento sempre abbondante, e 200 km di discese fuoripista,  le località dell'Arlberg  − St. Anton, St. Christoph, Stuben, Zürs et Lech – attirano ospiti dal mondo intero. Ma la posizione geografica, il meteo favorevole e la qualità delle infrastrutture non spiegano appieno il mito che circonda questo territorio.

E' una straordinaria ski area che connette sci ai piedi cinque piccoli paesi incastonati nelle Alpi di Vorarlberg e Tirolo. Qui convivono modernità e tradizione, riservatezza e atmosfere mondane. Una destinazione leggendaria, culla dello sci alpino: nel 1901 fu fondato lo Sci Club Arlberg, nel 1904 e nel 1921 ecco la prima gara e la prima scuola di sci, nel 1928 la celebre corsa Arlberg-Kandahar. Una storia che si può vivere scendendo sui 305 chilometri di piste del comprensorio ma anche visitando il Museo dello Sci di St. Anton ospitato a Villa Trier, che fa scoprire quanti campioni abbiano calcato queste piste.

Il turismo nell’Arlberg ha avuto inizio nel XIX secolo, ma è con l'avvento dello sci alpino che questa regione è diventata una località perfetta per gli sport invernali. Da allora, grazie anche alla neve che qui ogni anno cade copiosa (una media di nove metri ogni anno dal 1946) molto si è evoluto in servizi, infrastrutture, ospitalità, ma senza tradire la naturale bellezza. Il suo fascino da decenni attira teste coronate, campioni di Formula Uno, star del cinema, ma anche giovani freerider alla ricerca della traccia perfetta sul manto candido.

Per raggiungere i versanti più inaccessibili, la località di Zürs disponde dell'unica base per heliski di tutta l'Austria. Accompagnati da guide esperte, gli sciatori provati potranno così intranprendere discese fuoripista in siti spettacolari.

Novità 2018: un'opera di "land art" a quota 1.780 slm

A Lech, uno dei cinque paesi del comprensorio sciistico dell’Arlberg, il celebre artista americano James Turrell ha relizzato Skyspace, installazione che dialoga con la luce e i monti a 1.780 metri di quota. Si trova sulla collina Tannegg a Oberlech, raggiungibile con una passeggiata dall'arrivo della Schlosskopfbahn o con gli sci dalla pista. Il luogo offre una vista spettacolare sul Biberkopf, svettante con i suoi 2.599 metri al confine tra Germania e Austria, e l'Omeshorn, la montagna di Lech. Accessibile attraverso un tunnel sotterraneo, Skyspace inquadra una porzione di cielo, mettendone in evidenza il colore. Oberlech era già stato scelto per un altro importante lavoro artistico: Horizon Field dell'artista inglese Antony Gormley. Dei cento uomini in ferro a grandezza naturale che componevano l'installazione, una scultura è ancora visibile sulla Kriegeralpe, a Oberlech.

Eventi cult e gastronomia raffinata

Ogni anno, a Lech Zürs e St. Anton am Arlberg si organizzano gare diventate cult. Il  19 gennaio 2019, il « Weisser Ring » (l'anello bianco) richiama migliaia di partecipanti a Lech Zürs, poi il 21 aprile  2019 sarà St. Anton ad organizzare il « Weisse Rausch » (delirio bianco) che prevede la partenza impressionante di 555 sciatori dalle cime Valluga verso la valle.

Sempre nel mese di aprile, dall'1 al 18 del mese, il festival Tanzcafé Arlberg à Lech Zürs richiama gruppi di musica jazz, swing, soul e rock, ad animare i pomeriggi sulle terrazze soleggiate dei rifugi e le serate après-ski.

www.stantonamarlberg.com , www.lech-zuers.at  e www.stuben-arlberg.at

Immagini

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elisci (c)Lech Zuers Tourismus_SeppMallaun
(c) TVB St. Anton am Arlberg_Wolfgang Burger
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