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Il mito dell'Arlberg

Dove è nato lo sci

Con 350 km di piste, ovvero uno dei più grandi comprensori sciistici del mondo, un innevamento sempre abbondante, e 200 km di discese fuoripista,  le località dell'Arlberg  − St. Anton, St. Christoph, Stuben, Zürs et Lech – attirano ospiti dal mondo intero. Ma la posizione geografica, il meteo favorevole e la qualità delle infrastrutture non spiegano appieno il mito che circonda questo territorio.

Alle origini dello sci moderno

Situato e condiviso fra le regioni del Vorarlberg e del Tirolo, il massiccio dell'Arlberg si posiziona verticalmente nella catena alpina e l'origine del suo nome si riconduce al suo paesaggio di rocce e alla vegetazione che si aggrappa ai versanti  arl significa ontano nano. Per gli appassionati di sci di tutto il mondo il nome Arlberg ha qualcosa di leggendario. Non solo perché questo territorio gode di nevicate molto abbondanti e fornisce così la base naturale per la pratica dello sci. Dalla fine degli anni 40, quando si è cominciato a fare i rilevamenti in modo sistematico, la media annuale è di 9 metri di neve. Con cime che vanno dai  1 300 ai  2 800 metri altitudine, qui si possono praticare sport invernvali fino alla fine della primavera.  Ma è soprattutto la sua storia che contribuisce al mito dell'Arlberg.

Infatti, alla fine del XIXe secolo, per sopravvivere ai rigori dell'inverno, la popolazione contadina doveva disporre di molto senso di resistenza e di immaginazione. La pratica dello sci nasce quindi per necessità, prima di diventare una disciplina sportiva intorno al 1900.  Una manciata di pionieri aprì poi le prime scuole di sci, mettendo le basi per delle attività economiche intorno alla nuova disciplina sportiva. Nel 1931, « L'estasi bianca», un film d’Arnold Franck, famoso regista di film di montagna, contribuì ilteriormente a formare il mito dell'Arlberg.

Un comprensorio sciistico d'eccezione

Destinazione invernale di grande prestigio e quinto comprensiorio al mondo per estensione  (305 km di piste collegate fra di loro), l’Arlberg ha 88 impianti di risalita di standard tecnico altissimo. Dal 2016, l'impianto Flexenbahn collega Zürs con Stuben/Alpe Rauz. Le cabine, ciascuna per dieci persone, ha sedili con riscaldamento, e offrono una vista splendida sulle cime dell'Ochsenboden.

Per raggiungere i versanti più inaccessibili, la località di Zürs disponde dell'unica base per heliski di tutta l'Austria. Accompagnati da guide esperte, gli sciatori provati potranno così intranprendere discese fuoripista in siti spettacolari.

Eventi cult e gastronomia raffinata

Ogni anno, a Lech Zürs e St. Anton am Arlberg si organizzano gare diventate cult. Il  20 gennaio 2018, il « Weisser Ring » (l'anello bianco) richiama migliaia di partecipanti a Lech Zürs, poi il 21 aprile  2018 sarà  St. Anton ad organizzare il « Weisse Rausch » (delirio bianco) che prevede la partenza impressionante di 555 sciatori dalle cime Valluga verso la valle.

Sempre nel mese di aprile, il festival Tanzcafé Arlberg à Lech Zürs richiama gruppi di musica jazz, swing, soul e rock, ad animare i pomeriggi sulle terrazze soleggiate dei rifugi e le serate après-ski.

Oltre a bar e discoteche, il territorio dell'Arlberg si distingue per la qualità di ristoranti e rifugi.

Ma nonostante che sia al giorno d'oggi perfettamente raggiungibile e dotato delle più moderne infrastrutture, l’Arlberg non ha perso nulla del suo mito che lo rende una destinazione invernale imperdibile per teste coronate e VIP, e per tutti gli appassionati di montagna e di sci.

 www.stantonamarlberg.com , www.lech-zuers.at  et www.stuben-arlberg.at

Immagini

© (c)Arlberg Marketing GmbH_Josef Mallaun / Josef Mallaun Arlberg
Ambiance festive
Ambiance festive © Arlberg Marketing GmbH / Christoph Schöch St. Anton am Arlberg

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