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18.03.2026

Inaugurazioni, nuove esposizioni e grandi mostre a Vienna e Salisburgo

Il MAK, il Museo di Arti Applicate di Vienna, fu fondato nel 1863 come "Museo Imperiale e Reale Austriaco dell'Arte e dell'Industria", seguendo l'esempio del South Kensington Museum (oggi Victoria and Albert Museum, Londra) fondato nel 1852. L’obiettivo del museo all’epoca era fare da riferimento per artisti, per l’industria e per il pubblico, e da centro di formazione e perfezionamento per designer e artigiani. Oggi il MAK – il Museo di Arti Applicate - si distingue per l’impegno a fare da ponte fra passato e futuro, come si può percepire e sperimentare visitando la sua vasta collezione, le sue ampie sale espositive, le sue mostre speciali a tema e il suo programma di eventi. La combinazione di arte applicata, design, architettura e arte contemporanea è una delle sue competenze principali.

La mostra GLANZSTÜCKE (parola che significa sia “pezzi forti” che “pezzi scintillanti”). Van Cleef & Arpels High Jewelry × Masterpieces from the MAK Collection mette in dialogo oggetti unici e raramente esposti provenienti da tutte le sezioni dell’importante collezione del MAK con l’arte orafa dei 120 anni di storia di Van Cleef & Arpels, la tradizionale maison parigina di alta gioielleria. Il progetto è il risultato di un'intensa collaborazione e di uno stimolante scambio tra le due istituzioni, che hanno unito il loro comune entusiasmo per il design d'eccellenza, l'artigianato straordinario e le idee visionarie. Il “fil rouge” dell'eccellenza è illustrato in questa collaborazione espositiva unica attraverso circa 500 reperti suddivisi in sei capitoli.

GLANZSTÜCKE. Van Cleef & Arpels High Jewelry × Masterpieces from the MAK Collection, dal 10 giugno al 27 settembre 2026

Informazioni stampa: Presse Detail - MAK Museum Vienna

Nuove esposizioni per la collezione Vienna 1900 e per la collezione tessile del MAK

Come poche altre istituzioni, il MAK rappresenta il fecondo connubio tra passato e futuro. Come epoca culturale affascinante e complessa, il Modernismo viennese è considerato un riferimento iconico. Il MAK pone al centro della sua collezione espositiva Vienna 1900 il design e l'artigianato artistico di questo periodo, tanto sfaccettato quanto influente. La nuova esposizione della collezione VIENNA 1900, sviluppata in collaborazione con l'artista Markus Schinwald, non ha più l'obiettivo di raccontare in modo lineare e cronologico la storia dell'arte e della cultura nel periodo compreso tra la prima mostra della Secessione nel 1898 e la fine della seconda guerra mondiale, ma piuttosto di dedicarsi alla storia delle idee e dei progetti di questa epoca e al loro significato per il presente.

MAK, Museo di Arti Applicate, Vienna, dal 25 febbraio 2026

Informazioni stampa MAK: Press - MAK Museum Vienna

La collezione di tessuti e tappeti del MAK è una delle più preziose e complete al mondo nel suo genere. Comprende oggetti che vanno dalla tarda antichità ai giorni

nostri, dai tessuti europei a quelli dell'Asia orientale, e comprende tappeti persiani e mamelucchi unici del XVI e XVII secolo. Per la nuova esposizione di questi gioielli della collezione MAK è stato coinvolto lo studio di design di fama internazionale

FormaFantasma. A differenza della precedente esposizione permanente, che si concentrava sulla prestigiosa collezione di tappeti, questi ultimi vengono ora contestualizzati insieme ad altri capolavori tessili della collezione, rivelando i legami culturali tra gli oggetti. Con questo concetto curatoriale più ampio, il MAK mette in risalto la ricchezza di questo settore della collezione.

MAK, Museo di Arti Applicate, Vienna, dal 25 marzo 2026

Informazioni stampa MAK: Press - MAK Museum Vienna

Villa Beer a Vienna:  Un capolavoro dimenticato e ritrovato

Con Villa Beer, gli architetti Josef Frank e Oskar Wlach hanno realizzato a Vienna, tra il 1929 e il 1930, una delle loro opere più importanti, di particolare rilevanza artistica e storico-culturale. Frank e Wlach hanno sviluppato ulteriormente l'eredità di Josef Hoffmann e Adolf Loos e il loro lavoro può essere considerato un contributo fondamentale alla “seconda modernità viennese”. Frank aveva rappresentato l'Austria in occasione del Congresso Internazionale di Architettura Moderna di Le Corbusier nel 1928 e aveva realizzato soprattutto progetti di edilizia sociale. Nel 1929 i due architetti furono incaricati dalla famiglia dell'industriale Julius Beer di progettare un edificio residenziale.  Nonostante le sue dimensioni, il concetto di spazio in parte aperto e le grandi finestre che si affacciano sul giardino, la casa trasmette un senso di comfort unico. In linea con la visione di Frank secondo cui “uno spazio abitativo moderno non è un'opera d'arte, non è appariscente, né eccitante, non crea effetti. È confortevole senza che si possa dire perché, e meno si riesce a spiegarne il motivo, meglio è”. Le sue idee sulla progettazione di una casa organizzata, sulla “casa come percorso e spazio” e la sua visione della modernità sono immediatamente percepibili nella Villa Beer.

A Vienna, Frank fu anche direttore artistico della Werkbundsiedlung (1930-1932), il progetto nell’ambito della “Vienna rossa” che aveva l'obiettivo di offrire case moderne a basso costo, coinvolgendo gli architetti più noti dell’epoca. Nel 1933 Frank lasciò Vienna a causa del nascente nazismo e si trasferì in Svezia, dove ebbe un enorme impatto sulla storia del design svedese.

Villa Beer, dopo approfonditi restauri, è aperta da marzo 2026 nell’ambito di visite guidate e per incontri culturali. Per programmi di ricerca e artist in residence saranno disponibili tre camere, arredate con mobili di Josef Frank e tessuti di Svenskt Tenn.

Villa Beer, Vienna, dall’8 marzo 2026

Informazioni stampa: Villa Beer | Press

Salisburgo è fatta di rocce e di pietra, di austerità e barocco, di musica e di letteratura, di chiese e palazzi color pastello. Luoghi privilegiati per ammirarla da tutte le angolazioni, sono i monti che la circondano, e nel contempo ne fanno parte. Uno di questi è il monte Mönchsberg, dove il cubo dalla facciata di marmo locale del Museum der Moderne, che si erge in cima, sembra fare tutt’uno con la parete rocciosa sottostante, creando un contrasto visivo formidabile con gli edifici del centro storico.

“Charlotte Perriand. Vivere la modernità”: A Salisburgo una grande mostra per un personaggio iconico

Con la mostra “Charlotte Perriand. Vivere la modernità”, il Museum der Moderne di Salisburgo dedica alla designer e architetta francese la prima grande retrospettiva in Austria. La mostra comprende sia le sue opere nel campo dell'architettura e del design che quelle nel campo della fotografia. Il pensiero di Perriand è stato fin dall'inizio olistico: ha combinato architettura, design e fotografia in un concetto di design globale. Le sue opere non sono mai state intese come oggetti autonomi, ma come parti di contesti di vita più ampi. Questo rende Perriand una delle figure più influenti nella storia dell'architettura e del design del XX secolo.

Sede della mostra è il Museum der Moderne, uno scenografico edificio a forma di cubo di cemento che apparentemente fa tutt'uno con la parete rocciosa sottostante, dominando dall’alto il centro barocco della città.

Museum der Moderne, Salisburgo, 1 maggio 2026 — 13 settembre 2026

Informazioni stampa: Charlotte Perriand. Living Modernism: Design, Photography, Architecture - Museum der Moderne Salzburg